Osservando i quadri di Ciro D'Alessio mi sono chiesta più volte dove fosse il punto focale, il centro e il cuore della sua pittura.
Nei suoi dipinti la materia prende vita e il colore si espande in ogni direzione, seguendo l'energia emotiva dell'artista che ne diventa, al contempo, esecutore materiale e attore protagonista. Per questo i suoi dipinti sono molto più che semplici tele da osservare, rappresentano vera e propria arte da leggere e interpretare.
Sarà forse per gli studi umanistici compiuti o per la sua innata voglia di analizzare continuamente il mondo artistico in ogni sua forma, sta di fatto che D'Alessio è la rappresentazione vivente di come l'arte possa essere, in realtà, una stratificazione di pensieri.
Nelle sue opere vi è una chiara denuncia, un inno di protesta contro una società frenetica e tecnologica. I suoi lavori sono l'emblema del dire si alla natura, un invito a riprendere la propria coscienza del vivere e a ritornare alle cose semplici e naturali, proprio come il bimbo in Bolle di sapone o i tre giovani che danzano e suonano tra i boschi nell'opera Party.
D'Alessio però non tralascia di toccare anche temi molto importanti e le opere Bagdad e Soldato, per citarne solo alcune, esprimono in modo toccante il degrado e il dolore vissuto nelle guerre.
C'è da aggiungere, che l'artista compie anche una vera e propria stratificazione pittorica sulla tela. Inizialmente traccia a grandi linee il soggetto da raffigurare, poi lo dipinge ad acrilico e solo in ultimo utilizza la pittura ad olio con pennellate di colore che poi distribuisce con una spatola sulla superficie, in un insieme di contrasti corposi e multiformi tali che, è impossibile non sentire la necessità di toccare con mano la tela e coglierne tutte le vibrazioni intrinseche.
La pittura materica di D'Alessio lo accosta inevitabilmente alla corrente impressionista....( Valeria Feronetti articolo intero su http://lnx.whipart.it/artivisive/6682/pittura-ciro-dalessio.html)
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